giovedì 22 settembre 2011

Matricola all'attacco

Devo aggiornare questo stramaledetto blog.
Buongiorno utopici lettori! Siccome non avevo nulla da fare, ho deciso di raccontarvi la mia fantastica avventura di stamattina: il mio primo giorno all'università!! (in sottofondo servirebbe un urlo isterico-euforico da ragazza americana con tanto di OOOOOHH MY GOOOD!!).
Ebbene sì, oggi è stato il mio primo giorno da matricola.
Come dissi precedentemente, mi sono iscritta alla facoltà di Storia.
Numero aperto, niente fottutissimi test, nessun corso di recupero...insomma, mentre altri miei amici piangevano come matti e tentavano di passare nelle varie università, io già gli sventolavo soddisfatta il libretto sotto il naso (da brava infame).
Ma torniamo a oggi.
Ore 10.30, presentazione ufficiale del corso.
Arrivo puntuale, mi regalano il solito volantino della lotta operaia-abbasso-i-potenti-bandiera-rossa-alla-riscossa-potere-ai-deboli-olè-olè , stranamente non mi perdo tra le mille aule del posto e, nel giro di qualche minuto, eccomi nella minacciosa aula 422.
….Nà topaia.
I più erano in piedi, tutti spiattellati tra di loro tipo piccioni sul filo elettrico. Gli sguardi guizzavano da una parte all'altra, come se aspettassero un segno per scappare o urlare o...bah, fare qualcosa.
Ricordo che la prima cosa che ho sentito è stato un tremendo odore di lacca misto a schiuma per capelli (insomma, Grease non è mai morto). La seconda cosa che ho visto, invece, è stata l'immensa (per non dire esagerata) quantità di pubblico maschile.
Ecco sfondato il luogo comune del: 'la Storia piace solo alle donne'.
Eravamo si e no 10 femmine e circa 100 e passa maschi. Orca loca.
Dopo essere sgusciata via da quei corpi puzzolenti di testosterone, mi sono rifugiata vicino ad un condizionatore (cagotto sto arrivando!)...ovviamente in piedi. Vicino a me, due amichette del cuore intente a osservare i centauri poco distanti.
Come loro, anche la fidanzatissima sottoscritta ha tenuto un breve sopralluogo dei presenti, individuando circa 20 tipi passabili (gli altri sembravano sbucati da un gdr o da un libro di fisica).
Poi il mio sguardo è ricaduto sull'unica sedia libera, perdipiù vicino a una ragazza. Ora, i casi erano due: o l'individuo in questione era una pericolosissima X-Men, o i presenti attorno a me erano troppo impediti per formulare la fatidica domanda: “Scusa...è libero questo posto?”
Regalando un'occhiataccia perplessa ai cammelli vicino a me, mi sono lanciata su quella sedia.
Ovviamente con la sedia era inclusa l'amicizia con la ragazza lì vicino, molto simpatica e gentile (niente X-Men, dunque).
Proprio mentre stavo per tracciare a voce alta (troppo) un parere sui miei futuri compagni di corso, ecco iniziare la spiegazione da parte dei professori.
Mentre ascoltavo parlare i quattro geroglifici, il mio sguardo continuava (come quello di molti altri) a studiare i presenti.
Nel giro di un minuto ho individuato:
-2 nonni (nonni per davvero, baldi anzianotti decisi a laurearsi quando potevano benissimo diventare materia di studio...lo so, sono perfida. Cattivo Dobby!)
-1 pesce (un ragazzo che continuava a guardarmi con una faccia da pesce inquinato)
-1 muta (povera ragazza sedutasi vicino a me non appena è riaffiorato un secondo posto...ho provato ad attaccar bottone ma nulla da fare, Anna Frank preferiva rifugiarsi nel quaderno prendi appunti)
-1 modello nano (bel ragazzo sì, ma poco più alto di cucciolo)
-1 Apocalyptica (stessi capelli, stesso stile, mancava solo la viola)
Eeeehhh...basta direi. O almeno, ce ne sarebbero molti altri ma ormai la mia memoria da Dory ha cancellato tutto.
Salvo la topaia, i troppi uomini e le poche ragazze...è stata una presentazione interessante. Certo, non ho capito un cazzo di quello che dovrò fare (ho tentato di spremere la mia nuova amica, ma nemmeno lei sembrava aver compreso molto la cosa) e, pertanto, catturerò la prima tutor o veterana del corso e la vivisezionerò...credo di potercela fare.
Ho già ideato un programma di studi così perfetto da risultare utopico.

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